Italia, patria della creatività e del design non aveva ancora un museo del Design Industriale. E Calenzano ha voluto spalancare le proprie porte. Molte città ne parlano da anni ma ancora nessuno si era fatto avanti. Così, dalla collaborazione tra Università, Comune di Calenzano e Fondazione Anna Querci del Design è nata l’idea di aprirne uno proprio nel centro industriale della provincia fiorentina dove da qualche anno ha trovato collocazione anche il corso di laurea di Disegno Industriale della facoltà di Architettura di Firenze. Il comune ha messo adisposizione i locali, la facoltà ne ha curato l’allestimento.
Viene intervistata Anna Querci, presidente della Fodazione Anna Querci: "Abbiamo l'onore di inaugurare il primo Museo del Design industriale in Italia.Siamo arrivati per primi, perchè le altre città italiane ne stanno parlando da tanti anni, ma per ora non hanno ancora aperto alcun museo.Quindi sono molto contenta perchè c'è stata la collaborazione di tre organizzazioni come il Comune di Calenzano con in testa il sindaco Carovani che è stato uno degli animatori essenziali per questa iniziativa.Lo scopo principale è che non rimanga statico cioè di un museo fermo e fine a se stesso ma prevede tutta una serie di attività proprio per dare l'opportunità agli studenti di approfondire i loro studi e la conoscenza del design ed avere un'attività vitale per il museo. Il museo deve essere vitale.Non deve esssere morto."
Il progetto rappresenta una vera e propria innovazione di modernità. Anche perché va oltre la mera funzione di solo museo, così come ha sottolineato l’esimio designer Emilio Ambasz, giunto appositamente a Calenzano per l’evento.
Viene intervistato Emilio Ambasz, Designer: "Questo è un museo che non solo fa custodia dei prodotti del design di valore ma essendo collegata con la scuola aiuta anche la produzione di patrimonio.Pertanto ha due funzioni quella di custodia e quella di promuovere il patrimonio. Quando ero curatore del museo di New York noi facevamo solo la parte di custodia e qui mi sembra si sia fatto un passo avanti, ci si pone cioè quasi quasi come impresario e se non come impresario almeno come patrocinante di un'attività industriale."
La fondazione Anna Querci per il Design possiede circa 100 esemplari, selezionati in occasione della mostra tenutasi nello scorso mese di ottobre tra Firenze e Calenzano, e queste bellezze, più o meno tecnologiche, resteranno in mostra permanente nel Centro Arte e Design di Via Vittorio Emanuele 32.
Soddifazione è stata espressa anche dal primo cittadino di Calenzano, Giuseppe Carovani, un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intera provincia fiorentina.
Viene intervistato Giuseppe Carovani, Sindaco di Calenzano: "Noi crediamo che questa sia una vocazione che vada coltivata nel nostro territorio.Uno degli elementi fondamentali dell'innovazione che noi dobbiamo produrre nel nostro sistema produttivo e nei nostri prodotti per riuscire a tornare a competere. Quindi insieme alla provincia abbiamo pensato di valorizzare, all'interno del Genio Fiorentino, questo genio che può dare dei buoni frutti per il futuro del nostro territorio se messo in condizione di operare al meglio e per operare al meglio è bene confrontarsi con quelli ceh sono gli elementi più significativi del passato. Quindi abbiamo ritenuto di dare vita a questo museo che mette in evidenza quelli che sono i punti più alti del prodotto italiano."
I pezzi, che abbracciano un periodo che va dal 1960 ad oggi, vanno dalla poltrona ‘Sanluca’ di Castiglioni fino al prototipo del casco ‘Fighter Bluetooth di Momo Design 2003, in un mix che annulla completamente le distanze temporali di questo lungo lasso di tempo.
Viene intervistato Massimo Ruffilli, Presidente del Corso di Laurea disegno industriale facoltà di architettura di Firenze: "Sono pochi i musei industriali che abbiamo nel mondo infatti abbiamo il MOMA di New York, il museo a Londra ma noi qui abbiamo fatto quest'iniziativa ela dobbiamo ad Anna Querci che ha creato questa fondazione per il design in concomitanza con il corso di laurea del design industriale dell'ateneo fiorentino.Ovvero un museo vicino alla formazione dei giovani."
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