Dal silenzio del fondo del Mare Adriatico, dove ha riposato per più di duemila anni, all’inaugurazione della mostra in suo onore. “Apoxyómenos. L’atleta della Croazia” è adesso visibile a Firenze.
Apoxyómenos, termine greco: “che si deterge”. Ed è con la mano destra che il giovane doveva impugnare lo strigile, lo strumento usato dagli atleti per detergere l’olio di cui si cospargevano prima delle gare.
Ai nostri microfoni il Direttore della rivista “Archeologia Viva”, Piero Pruneti: “E’ senz’altro una ricerca archeologica di un’importanza straordinaria perché al mondo le statue greche recuperate dal mare sono veramente poche, si contano sulle dita di una mano. E’ quindi una scoperta straordinaria anche se gli studiosi non sono concordi: per alcuni si tratta di un originale greco e per altri si tratta di una copia di età romana. In ogni caso si tratta di una statua splendida specialmente nel volto che è stato trattato con una cura particolare; è un volto che esprime un messaggio di pace perché è di una serenità incredibile.”
Copia romana di un tipo statuario greco o originale greco, gli studiosi si dividono; ma l’atleta della Croazia è uno dei rari bronzi antichi arrivati fino a noi. Trovato per caso al largo dell’isola di Lussino, restituito a nuova vita, il giovane atleta adesso ci racconta la sua storia. Un nocciolo di pesca e alcuni fili d’erba dicono che al suo interno ha abitato un topolino e che la fusione del bronzo risale al 40-50 a. C.
Restaurato dall’Istituto Croato per il Restauro e dall’Opificio per le Pietre Dure di Firenze il Bronzo di Lussino è mirabile in tutta la sua plastica bellezza nella città dei Medici.
Sentiamo adesso Giovanna Folonari, Assessore alla cultura della Provincia di Firenze: “Io credo che sia una statua bellissima con un allestimento stupendo e devo dire grazie agli architetti croati che hanno fatto lo stesso allestimento in Croazia. Questo bellissimo giovane, immerso in questa luce, non si capisce se è con i piedi per terra o se è in mezzo all’universo, io trovo che ha un fascino incredibile. Poi il fatto che l’unica volta che verrà esposto è in questa casa che è la prima casa dei Medici ha un grandissimo valore. Noi siamo molto contenti della serata, del richiamo che ha fatto questa statua e spero che tante cose così ci possano essere perché Firenze ne ha bisogno e noi come Palazzo Medici Riccardi cercheremo di farle tutte a questo livello.”
Sentiamo adesso Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze: “Firenze è una realtà straordinaria, ma che ha bisogno ogni giorno di crescere e di diventare sempre più attrattiva e sempre più capace di appeal verso i turisti di tutto il mondo. Questa collaborazione con gli amici della Croazia e con l’Opificio delle Pietre Dure ha prodotto un risultato molto importante e molto significativo. Spero che siano in tanti coloro che ne approfittano.”
Un’opportunità preziosa per vedere l’atleta della Croazia in Italia, perché forse sarà la sua prima e unica uscita dalla madre patria.
Ai nostri microfoni il Ministro della Cultura della Croazia, Bozo Biskupic: “Praticamente c’è un legame tra Croazia e la cultura italiana e quindi Firenze è una città molto amica e per questo abbiamo voluto che questa statua venisse proprio in questa città. La statua ovviamente dopo torna a casa e poi non sappiamo se andrà da qualche altra parte perché gli studiosi devono decidere se la statua può davvero viaggiare o no. Per il momento abbiamo deciso che Firenze possa sfruttare questa collaborazione.”
“Apoxyómenos. L’atleta della Croazia” rimarrà a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, fino al trenta gennaio 2007.
La mostra si è aperta il primo ottobre alla presenza anche di Vittorio Sgarbi: “Il fatto che questo restauro e che proprio per il restauro l’opera recuperata a Lussino sia a Firenze mi sembra un segnale significativo della qualità di quell’istituto che è la ragione per cui l’opera è qui. Avendo fatto il restauro un restauratore croato e uno fiorentino dell’Opificio, l’opera è venuta qui quasi come segnale di quella continuità dell’esistenza di un’opera che è il restauro stesso. Quindi l’opera esiste, ma il restauro la fa resistere e in questa resistenza essa ha una seconda nascita che in questo caso è a Firenze.”
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