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A Firenze, le prime pietre d’inciampo

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lunedì 13 gennaio 2020

Era un violinista, un compositore, un gioielliere, un uomo solare che amava vivere, suonare e scherzare. Così la nipote Cecilia, racconta il nonno David Genazzani, deportato e ucciso nel campo di sterminio di Buchenwald. Per ricordarlo, davanti alla sua casa ubicata al numero 102 di Via Ghibellina l’artista Gunter Demning ha installato una pietra di inciampo. Un piccolo quadrato di ottone con inciso nome, cognome, data di cattura e morte. A Firenze, fino al Giorno della Memoria, verranno installate ventiquattro pietre d’inciampo, sui marciapiedi davanti alle abitazioni delle persone deportate. Un percorso per mantenere vivo il ricordo promosso dalla Comunità Ebraica di Firenze e dal Comune, iniziato lo scorso 9 gennaio con l’istallazione delle pietre in memoria di Rodolfo e Noemi Levi, Rina e Amelia Procaccia, Alda e Angelo Sinigaglia in via del Gelsomino 29, di Clotilde Levi in piazza Donatello 15 e di Elena, Abramo Genazzani e Mario Melli Genazzani in via del Proconsolo 6. A Firenze, oltre 300 persone furono catturate nelle retate nazifasciste del 1943- ’44  e solo diciassette tornarono a casa al termine del conflitto.
L’artista Gunter Demning ha già posato oltre 71 mila pietre, in tutta Europa, iniziando da Colonia, nel 1995. In Toscana le prime pietre sono state collocate a Livorno, nel 2013 e poi a Prato, Siena, Grosseto, Pisa, Campospillo, Sinalunga e Lucca. Nel 2018, sono state istallate anche nella Città Metropolitana di Firenze, a San Casciano in Val di Pesa, in ricordo di Giacomo Modigliani, Elena Castelli, Vittorio Modigliani e Paolo Sternfeld.
Monica Pelliccia

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