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Dialetto empolese tra storia, contemporaneità e stampa locale

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sabato 17 marzo 2018

Conferenza al Museo del Vetro nell’ambito degli incontri “Empoli 2019”, nove secoli di storia empolese

Come tutti i buoni toscani e fiorentini, anche gli empolesi hanno una pronunciatissima “gorgia”, che non è una strana malattia congenita, piuttosto un vezzo linguistico che fa impazzire romani e milanesi: la famosa “c” aspirata che fa tanto ridere nella frase “una coca-cola calda calda con la cannuccia corta corta”. E come figli di fiorentini, gli empolesi nella loro parlata hanno l’abitudine di tagliar via l’infinito dei verbi – devo andà, voglio mangià, ho da studià, fammi sentì –. E di pronunciare l’articolo determinativo “il” al 50%, i’bbicchiere, i’bbiro, i’ppiatto, i’ccavatappi, solo per fare degli esempi. Gli empolesi sono parlanti che rielaborano cadenze e stimoli che arrivano da Firenze ma anche da Pisa e Livorno. Sono alcuni dei temi affrontati nel corso dell’incontro dedicato all’empolesità, dal dialetto ai periodici, al quale hanno preso parte Neri Binazzi e Mauro Guerrini dell’Università di Firenze. L’evento rientra nel ciclo di conferenze Empoli 2019, dedicate ai 900 anni dell’incastellamento della città. Evento da ricordare e per il quale il Comune sta portando avanti una serie di iniziative, grazie anche al lavoro di uno specifico comitato organizzatore.

Parlata ma non solo.
Nel corso della conferenza al Museo del Vetro, altra tipicità empolese, Mauro Guerrini dell’Univeristà di Firenze ha ripercorso i principali passi legati al mondo dell’editoria locale. Il primo foglio edito a Empoli è il “Lunario empolese per l’anno 1842”. Un annuario che esce presumibilmente per la fiera di settembre, rivolto in particolare agli agricoltori.
Il primo periodico vero e proprio stampato a Empoli è «La voce dell’operaio», il cui primo numero esce il 23 agosto del 1867, con la formulazione: “Si pubblica tutti i giorni di mercato [giovedì] nelle ore antimeridiane”.
Nel 1871 arriveranno «Il chiappatutto», nel 72 «Il progresso» e «Il lavoro». Successivamente i settimanali «La frusta» e «La luce». Altri titoli significativi saranno «La Lanterna» del 1893, con un’attenzione particolare ai problemi educativi, «L’avvenire» del 1894, «Il pioniere» del 1895. Esperienze culturalmente modeste, di durata molto breve.
Solo due periodici hanno una durata pregevole: il primo è «Vita Nuova», che esce nel 1901 e chiude nel 1921, pur con numerose interruzioni; il secondo è il «Il Piccolo», che appare nel 1906 e chiude nel 1928.
Come in tutta Italia, la stagione democratica è destinata a chiudersi con l’avvento del regime.
Il 15 maggio 1921 esce «Giovinezza», organo dei Fasci di combattimento del circondario di S. Miniato. I provvedimenti amministrativi adottati dal regime nei confronti della stampa locale, l’assorbimento dei vari giornali periferici da parte dell’organo federale, l’avvio della pubblicazione sul quotidiano fiorentino e su quello livornese di una pagina dedicata a Empoli e dal suo territorio di riferimento deprimevano le iniziative locali.
Le conferenze al MuVe sulla storia locale vanno avanti fino a ottobre 2018, mentre per il 2019 il Comitato organizzatore si occuperà di organizzare gli eventi in concomitanza con i festeggiamenti. Si annuncia un ricchissimo calendario di appuntamenti.

Agnese Fedeli

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