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Empoli, dal vetro alla pittura

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domenica 8 settembre 2019

Il nostro viaggio tra le città del territorio metropolitano ha fatto tappa a Empoli, una delle realtà più importanti dell’intera provincia

Empoli è una delle città più importanti del territorio metropolitano. Vero e proprio capoluogo dell’Unione dei Comuni dell’empolese Valdelsa, Empoli è nota per i suoi prodotti agricoli, soprattutto il carciofo, è stata terra di artisti ed è tuttora terra di arte. Nel Novecento s’è molto sviluppata economicamente grazie alle confezioni ed alle vetrerie. Queste ultime sono ormai quasi tutte chiuse, ma la testimonianza è qui sempre viva.

Il vetro artistico è rappresentato in due sezioni, una dedicata al vetro verde di Empoli e l’altra al vetro colorato, trasparente, molato, inciso, decorato a smalto o pantografato ed al cristallo che ha caratterizzato la produzione empolese dalla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso.

Chiese, palazzi e negozi sono le colonne portanti del centro cittadino. Piazza Farinata degli Uberti è il centro del nucleo medievale di Empoli. Qui si mischiano i poteri religioso e politico della città, con la Collegiata di Sant’Andrea, il Palazzo Pretorio ed il Palazzo Ghibellino.

La struttura è a pianta a croce latina con un’ampia navata unica contornata da cinque cappelle per lato. L’abside è a pianta quadrangolare ed è coperta da una cupola. Nella fiancata destra nella prima cappella è collocato un Crocifisso del quattordicesimo secolo considerato miracoloso per aver fatto cessare l’epidemia di peste del 1399. Stupendo l’organo a canne, prima appartenente alla basilica di San Miniato al Monte di Firenze, ampliato nel 2004. Nei locali attigui alla chiesa, inoltre, è stato allestito un museo con opere, tra gli altri, di Giovanni Pisano, del Masolino e di Lorenzo di Bicci.

A pochi minuti a piedi c’è, invece, uno dei ritrovi preferiti dagli empolesi.

Come detto, però, Empoli è anche terra di artisti.

Una installazione multimediale appositamente realizzata permette un’immersione nel tempo vissuto dall’artista, consentendo una migliore lettura delle opere evocate. Vicino c’è la chiesa di San Michele Arcangelo. Qui è custodita la pala che raffigura i santi Giovanni Evangelista e Michele Arcangelo, le due celebri tavole eseguite proprio dal Pontormo intorno al 1519.

Marco Gargini

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