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Firenze, in mostra le sculture di Helidon Xhixha e i piatti di San Giovanni

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mercoledì 5 luglio 2017

Fino al 29 ottobre sarà possibile ammirare le forme dell’artista albanese. Fino al 24 settembre, invece, i calchi in gesso della Ginori tratti dai piatti medicei

Firenze abbraccia l’arte internazionale. Fino al 29 ottobre 2017 in mostra al giardino di Boboli, e non solo, le sculture monumentali in acciaio inossidabile del celebre artista di origini albanesi Helidon Xhixha. La mostra «Helidon Xhixha. In ordine sparso» è curata dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, assieme al critico d’arte Diego Giolitti. In uno straordinario percorso attraverso quindici fra sculture e installazioni monumentali, distribuite tra il giardino di Boboli e la città di Firenze, Xhixha esplora l’idea di caos e ordine. Le sue opere rendono omaggio al modo in cui questi concetti sono stati affrontati nei secoli, in filosofia e nelle arti, ma anche nel mondo naturale.

Nella maggioranza delle sue opere, Xhixha trasforma l’acciaio inossidabile lucidato a specchio in incredibili forme astratte di immensa grandezza e bellezza, commento visivo dell’interazione tra metallo e luce, tra oggetto e ambiente circostante, e tra tangibile e intangibile. Otto opere sono inedite e, tra queste, alcune sono esposte nell’anfiteatro del giardino di Boboli come per esempio «Ordine e Caos».

«Omaggio al Granduca. Memorie dei piatti d’argento per la festa di San Giovanni», invece, è la mostra in programma fino al 24 settembre a Palazzo Pitti. Con questa esposizione, le Gallerie degli Uffizi hanno voluto mettere in luce un episodio dell’oreficeria italiana tra Sei e Settecento, quando il cardinale Lazzaro Palavicini aveva disposto che il suo erede donasse al granduca, e dopo di lui al suo primogenito, un argento lavorato all’anno. Per quasi sessanta anni, la casata fiorentina ricevette pregiati piatti d’argento con storie che illustravano i fasti dinastici dei Medici.
Quando si estinsero i Medici, nonostante il Patto di Famiglia stipulato tra Anna Maria Luisa e il nuovo granduca Stefano di Lorena, i piatti di San Giovanni furono considerati una preziosa risorsa per ripianare il bilancio precario dello Stato toscano, con l’Elettrice Palatina che mise in atto una strenua resistenza per salvarli. Successivamente, la Manifattura Ginori di Doccia realizzò dei calchi in gesso tratti dagli originali. Proprio questi sono esposti nella mostra a cura di Rita Balleri e Maria Sframeli.
Marco Gargini

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