Città metropolitana, comuni, San Casciano in Val di Pesa

Giorno della memoria, a San Casciano le prime «Pietre d’inciampo» fiorentine

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sabato 27 gennaio 2018

Le ha installate l’artista berlinese Gunter Demnig in onore dei due ebrei deportati Giacomo Modigliani e Paolo Sternfeld

Il giorno della memoria, celebrato come ogni anno il 27 gennaio, nel 2018 ricorre nell’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia. Tante e capillari, sul territorio metropolitano, le iniziative per commemorare le vittime dell’Olocausto. Una di queste si è svolta a San Casciano in Val di Pesa per ricordare il sacrificio di due ebrei fiorentini, Giacomo Modigliani e Paolo Sternfeld, sposati con le sorelle sancascianesi Elena ed Olga Castelli, che il 17 ottobre 1943 furono arrestati dai nazisti in via Roma, davanti al civico 34, per poi essere deportati ad Auschwitz dove trovarono la morte l’anno successivo. Per omaggiarli, l’artista berlinese Gunter Demnig, per la prima volta nel territorio metropolitano fiorentino, ha installato due «Pietre d’inciampo» davanti alle quali, come ha ricordato lo stesso artista tedesco, «chiunque dovrà inchinarsi in segno di rispetto». Demnig, poi, si è detto molto contento per la presenza di tanti giovani studenti.

Il sindaco sancascianese e consigliere metropolitano Massimiliano Pescini ha letto un messaggio del sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella e, nel proprio discorso, ha ammesso che l’installazione delle «Pietre d’inciampo non si tratta solo di ricordo e di memoria, ma è un’azione per il futuro», per poi ricordare la corresponsabilità nella Shoah dello Stato italiano.

Alla cerimonia di installazione hanno preso inoltre parte rappresentanti dell’Aned, dell’Anpi, della Prefettura, della Comunità ebraica di Firenze ed alcuni discendenti della famiglia Modigliani, tra cui il figlio di Letizia, l’unica a salvarsi grazie a un sottufficiale tedesco che la fece scendere dal camion affidandola ad una suora.

La cerimonia si è conclusa con alcuni studenti che hanno letto passi tratti da «Se questo è un uomo» di Primo Levi, altri che hanno mostrato dei cartelli con alcune riflessioni, altri ancora che hanno issato uno striscione ed alcuni cartelli con la scritta «mai più» sulle note di «Gam Gam» cantata dal vivo. Alla fine è stato suonato il «Silenzio fuori ordinanza» in onore delle vittime della follia nazista.

Marco Gargini

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