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I renaioli di Firenze: un giro sul barchetto sull’Arno

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sabato 24 agosto 2019

Salite con noi sui barchetti dei renaioli per un punto di vista davvero particolare sulla città più bella del mondo: Firenze vista dall’Arno!

E’ un pomeriggio d’agosto e ci troviamo nel centro di Firenze, a passeggio tra Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. La musica dei buskers si confonde con le voci dei turisti che organizzano improvvisati set fotografici. In mezzo a questo mix di suoni e profumi di gente in vacanza questa spensierata umanità come in un concerto rock filma e fotografa lo spettacolo più bello del mondo. Centinaia di cellulari alzati immortalano quello che sembra un’evento irripetibile: il tramonto. Ma c’è qualcosa che rende ancora più magica questa scena: nel fiume Arno 4 barchetti solcano le acque con piccoli gruppi di cittadini e turisti a bordo, che da questo punto della città godono di un silenzio surreale, interrotto solo dai racconti del renaiolo di turno, dal rumore della stanga usata per spingere l’imbarcazione e dalla voce di qualche bambino che dalla riva o dai ponti, Ponte Vecchio o Santa Trinita, saluta a due mani i naviganti.

Proprio dei renaioli stiamo parlando. L’estate fiorentina ha un protagonista d’eccellenza grazie al lavoro dell’associazione culturale “I Renaioli”: il fiume Arno. Grazie al lavoro di recupero dei barchetti, al loro restauro e all’attività di numerose gite al giorno con gruppi di cittadini e turisti dalla durata di circa 45 minuti, i renaioli sono diventati nuovamente protagonisti della vita cittadina. Incontriamo Paolo Bruni che ci racconta non solo come è nata la associazione e come sono state restaurate e vengono manutenute le imabarcazioni usate nei secoli per recuperare la ‘rena’ o sabbia dal fiume, servita poi per costruire la città, ma anche numerosi segreti di Firenze vista dall’elemento geografico che l’ha vista nascere: il fiume Arno.

La prospettiva dell’architettura cittadina sembra ancora più impressionante vista dal barchetto. Uscendo da sotto Ponte Vecchio compaiono e sembrano muoversi gli edifici del centro come in un libro 3D, creando un effetto ottico emozionante arricchito dall’illuminazione sia artificiale che del tramonto, con i suoi toni soffusi e violacei. Il renaiolo spinge la barca con soltanto la sua forza e con le gambe porta i timone tracciando una rotta di navigazione, aneddoti e bellezza in acqua. Lui a questo punto non può fare a meno del fiume, alla pari del suo barchetto, che grazie alla presenza della stoppa nella sua costruzione, necessita dell’umidità per garantire la tenuta stagna.

Le gite in barchetto in Arno si prenotano tramite il sito renaioli.it e si possono fare da maggio a settembre in qualsiasi momento della giornata, per avere un’esperienza che davvero non ha eguali in città.

Cesare Martignon

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