Città metropolitana

Jorio Vivarelli, mostra in Palazzo Medici Riccardi

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giovedì 30 maggio 2019

Scultura: esposizione visibile fino al 27 giugno a Firenze

La mostra Jorio Vivarelli a Firenze, “La seduzione della Maniera”, presenta al pubblico di Palazzo Medici Riccardi a Firenze una serie di opere di piccole dimensioni realizzate dall’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso alla metà del decennio successivo. La fama di Vivarelli diviene mondiale con la realizzazione di sculture monumentali sopratutto per fontane negli Stati Uniti e nell’alestimento in mostra fino al 27 giugno in Palazzo Medici vi sono numerosi modelli preparatori a scala.
Vivarelli è nato a Fognano di Montale, Pistoia. Scultore precoce, nel 1941 realizza la prima opera di grandi dimensioni, La Vittoria in marcia, poi distrutta. Dopo la guerra torna al lavoro con rinnovata coscienza critica e poetica. Nel 1956 realizza il drammatico Crocifisso ligneo per la chiesa della Vergine a Pistoia, capolavoro che suscita in quel periodo un acceso dibattito circa l’arte sacra in Italia.
Nel corso dei vent’anni nei quali Vivarelli ha abitato a Firenze (1949-1969), si sono manifestati in lui un interesse e una attrazione notevoli per gli sviluppi del Manierismo nella scultura fiorentina della seconda metà del Cinquecento, nei confronti delle opere di Giambologna, Ammannati, Cellini ed altri.

La mostra documenta, tra l’altro, precisi collegamenti tra le piccole sculture con il Ratto della Sabine e la Fontana dell’Oceano a Boboli, con la Fontana dell’Ammannati in Piazza della Signoria, con la Ninfa di Fontainebleau e il Perseo di Cellini, nonché con altre opere di scultori manieristi come Vincenzo Danti. Molte delle piccole sculture in bronzo hanno avuto un esito in dimensioni monumentali nelle Fontane eseguite per l’America, in collaborazione con l’Architetto Oskar Stonorov, interventi documentati da appositi pannelli fotografici. Unica eccezione di ordine cronologico, tecnico e formale è costituito da una Figura in gesso modellata nel 1950, esposta come preludio a tutte le altre opere e che da lo spunto alla copertina del catalogo della mostra.

Cesare Martignon

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