Attualità, firenze

La pace invade il Mandela Forum per il Festival delle Religioni 2017

Share
CONDIVIDI
martedì 19 settembre 2017

Consegnato il “Sigillo della Pace” al Dalai Lama. Le grandi religioni invitano al dialogo, alla fratellanza e
all’armonia interreligiosa

Un messaggio di fratellanza, uguaglianza e di pace nel palasport intitolato a un Premio Nobel per la Pace, Nelson Mandela. A Firenze si è aperto il terzo “Festival delle Religioni” con un incontro che ha visto come protagonista un altro Premio Nobel per la Pace, il quattordicesimo Dalai Lama. “La libertà nella regola” è stato il titolo della tavola rotonda, organizzata dall’istituto buddhista e dalla Regione Toscana, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste, il cristiano padre Enzo Bianchi, l’imam fiorentino e presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia Izzedin Elzir e il giurista ebreo Joseph Weiler. A fare gli onori di casa, il sindaco Dario Nardella.

Il sindaco ha ricordato che Firenze è da sempre luogo dove si coltiva la pace: qui si tenne il Concilio per la riunificazione delle Chiese cristiane d’Oriente e d’Occidente; qui è stata abolita per la prima volta al mondo la pena di morte; qui è stato sindaco, e nel 2017 si ricordano i 40 anni della sua scomparsa, Giorgio La Pira. Cuore della mattinata la consegna al Dalai Lama del “Sigillo della Pace”, in passato conferito a papa Giovanni Paolo II, a Kofi Annan ed a Michail Gorbaciov.

Come una stella della musica, Sua Santità ha saputo coinvolgere la folla con la sua saggezza, ma soprattutto con la sua simpatia. “Sorriso, amore, sentimento, pace e felicità” sono state le parole ricorrenti nel suo messaggio che si è concentrato molto sull’uguaglianza del genere umano. “Si dà troppa enfasi alle differenze secondarie” ha affermato il Dalai Lama che poi ha ribadito a chiare lettere di promuovere sempre “l’unità della razza umana”, portando come esempio l’India, Paese dove convivono “in pace e armonia” oltre un miliardo e trecento milioni di persone di tutte le religioni e filosofie . La guida spirituale buddhista ha parlato anche del terrorismo che non può essere religioso in quanto, quando si uccide, si abbandonano la religione e Dio.

Molto importanti le aperture dei tre esponenti di Ebraismo, Cristianesimo e Islam. L’imam fiorentino Elzir, che ha spiegato che la jihad non è una guerra santa, ma al contrario assume un significato di “pace e armonia” essendo “uno sforzo interiore per mettere in pratica ciò in cui crediamo e arrivare al nostro cambiamento”, ha ribadito la posizione dei musulmani sul terrorismo.

A Firenze, intanto, si continua a lavorare per trovare una soluzione alla richiesta da parte della comunità islamica di erigere una moschea. A tal proposito, Elzir ha fatto sapere che “siamo sulla strada giusta”.

Marco Gargini

Tags:
Back to Top