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Montelupo Fiorentino, ceramica e non solo

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sabato 7 settembre 2019

Prosegue il nostro viaggio attraverso i paesi del territorio metropolitano. L’ex “borgo murato” conobbe un periodo di splendore per le sue famose maioliche

Già territorio occupato fin dal Paleolitico, nell’attuale centro storico montelupino emersero varie sepolture etrusche, a testimonianza della frequentazione del luogo in età classica. Venne scoperta anche una Villa romana di età repubblicana in quello che i Romani chiamavano Mansio ad Arnum.

Successivamente, intorno al decimo secolo dopo Cristo, a causa delle lotte di potere tra gli Alberti, i Carolingi ed i Guidi vennero costruite dagli Alberti diverse strutture militari che coinvolsero anche la vicina Capraia Fiorentina. I fiorentini distrussero la postazione di Montelupo ad inizio tredicesimo secolo e circa cento anni dopo Montelupo divenne un “borgo murato” del contado fiorentino, con le mura costruite nel 1348 ed uno Statuto del Podestà scritto nel 1414. Il paese conobbe un periodo di splendore fino alla fine del sedicesimo secolo per poi iniziare una decadenza secolare a causa anche della peste che colpì duramente la zona.

Montelupo Fiorentino è stato uno dei più importanti centri di produzione della ceramica durante il Rinascimento. Già dal Duecento venivano prodotti dei manufatti ispirandosi alle decorazioni ispano-moresche e le maioliche montelupine conobbero un periodo di splendore con, nei secoli successivi, esportazioni in tutto il mondo. Frammenti di ceramica di Montelupo, per esempio, furono rinvenuti in siti archeologici dell’America Centrale, in Scozia, nelle Filippine ed in varie zone europee.

Montelupo vuol dire ceramica e la storia di questo paese è strettamente connessa all’arte della maiolica. Un’arte ed una storia raccontate nel Museo della Ceramica dove sono raccolte circa 1.200 ceramiche databili tra il 1200 e tutto il diciottesimo secolo. Tra queste la più importante è sicuramente «Il Rosso di Montelupo», un bacile di straordinaria ricchezza cromatica e decorativa del 1509. Ancora oggi è un mistero la composizione del pigmento rosso usato nella decorazione.

Montelupo Fiorentino è ricco di riferimenti alla produzione che ha fatto la storia e le fortune del paese. Dalle icone cristiane alle famose “Biciclette” di Eugenio Taccini ispirate ad un decoro tipico della ceramica montelupina, “Gli Arlecchini”. Fino alla fontana a forma di barca.

Montelupo, però, non è solo ceramica. Gli amanti della storia possono trovare la Villa romana del Vergigno, l’abitato etrusco di Montereggi e visitare il Museo Archeologico. Il centro offre il bellissimo Palazzo Pretorio, antica sede del Podestà, sulla strada che costeggia la cinta muraria del 1300. A fianco sorge la Pieve di san Giovanni Evangelista, la quale al suo interno ospita una grande tavola attribuita alla bottega del Botticelli che rappresenta la «Vergine in trono tra i Santi Lorenzo, Giovanni Evangelista, Sebastiano e Rocco».

Ultima, ma non per importanza, la Villa Medicea dell’Ambrogiana. Inizialmente di proprietà della famiglia degli Ambrogi, fu acquistata nel 1573 da Ferdinando I de’ Medici che, divenuto Granduca di Toscana, decise di raddoppiare le due torri originarie portandole alle quattro tuttora presenti. Dimora prediletta di Cosimo III, ai tempi dei Lorena divenne un manicomio criminale. L’Italia le confermò questa veste e negli anni Settanta divenne un Ospedale psichiatrico giudiziario fino al 2017. Si può godere della sua vista da molti punti di Montelupo, soprattutto dallo splendido parco che la circonda.

Marco Gargini

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