certaldo, Città metropolitana

Palazzo Pretorio, il simbolo di Certaldo Alto

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martedì 30 luglio 2019

La struttura dal XII secolo domina l’antico borgo medievale fiorentino

Situato nel cuore della Val d’Elsa, Certaldo alto è uno dei borghi più pittoreschi della Toscana. Rimasto sostanzialmente invariato nel suo aspetto fin dal medioevo, è oggi famoso per aver dato i natali nel 1313 a Giovanni Boccaccio e per ospitare una delle manifestazioni di folklore più famose d’Italia: Mercantia.

Raggiungibile a piedi, in macchina o con una funicolare che lo collega con la parte bassa, Certaldo Alto con mura fortificate, torri e chiese, si staglia con il suo profilo tra le bellissime colline circostanti. Caratteristico è il colore rosso del cotto degli edifici e delle strade, che si presenta in tutta la sua magnificenza non appena si fa ingresso nelle vie nel borgo.

Palazzo Pretorio, costruito nella parte più alta, domina con la sua imponente struttura su tutto il borgo. Antica dimora dei Conti Alberti, fu costruito nel XII secolo. Nei due secoli successivi, quando Certaldo passa sotto l’influenza diretta di Firenze, diventa palazzo pubblico e sede del vicariato. Da qui veniva amministrata la giustizia in Val d’Elsa e in Val di Pesa.

Palazzo Pretorio rimase sede del Vicariato di Certaldo fino al 1789. Lo splendore degli antichi fasti andò via via sparendo. L’intera struttura venne ceduta a privati e al suo interno furono ricavate delle abitazioni. Soltanto nel XIX secolo la comunità riacquistò il Palazzo, avviando quelle opere di restauro e riqualificazione che ce lo hanno restituito in tutto il suo splendore.

Il palazzo è costruito su due piani. Al pian terreno, oltre all’atrio, si trovano la Sala delle udienze, la Camera del Cavaliere, dove venivano discussi i processi e una cappella. Gli altri spazi erano occupati dalle antiche carceri e dalla stanza dei tormenti, dove i prigionieri venivano torturati. Al primo piano si trovano invece la Sala del Vicario, abbellita da affreschi di Pier Francesco Fiorentino, ed altre stanze a disposizione del magistrato.
Nicola Giannattasio

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