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Poesia, il premio Betocchi a Jean-Charles Vegliante

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domenica 11 novembre 2018

Assegnata in palazzo Medici Riccardi l’edizione 2018 del Premio letterario internazionale Carlo Betocchi – Città di Firenze

Il poeta e traduttore francese Jean-Charles Vegliante ha vinto il “Premio letterario internazionale Carlo Betocchi – Città di Firenze”, giunto alla diciassettesima edizione. La premiazione si è tenuta in sala Giordano di Palazzo Medici Riccardi. Vegliante è stato premiato da Marco Marchi, presidente del Premio, e da Antonia Ida Fontana, presidente del Centro Studi e Ricerche dedicato a questo illustre poeta toscano, che è stato protagonista della stagione culturale fiorentina novecentesca. Betocchi era autore di una “Poesia del sensibile”, come definita da Mario Luzi.

Con questo premio ricordiamo Carlo Betocchi che è uno dei più grandi poeti che Firenze ha offerto alla cultura nazionale e internazionale. E nel nome di Betocchi ogni anno premiamo dei grandi poeti contemporanei. Il nostro è un premio internazionale si fregia di quest’epiteto dell’internazionalità, quindi a date alterne premiamo poesia nazionale e straniera. Quest’anno abbiamo premiato Jean Charles Vegliante un grande poeta francese, poeta in proprio pregevolissimo ma anche grande traduttore a 360 gradi: da Dante Alighieri di cui ha tradotto la Commedia, fino ai classici del 900′ Pascoli, Montale e Ungaretti per arrivare poi ai contemporanei. (Marco Marchi)

Jean-Charles Vegliante è nato a Roma nel 1947 e vive a Parigi. Poeta, traduttore e autore di saggi di critica, teoria letteraria e di teoria della traduzione, con grande attenzione alla connessione tra la scrittura in versi e l’emigrazione. È professore emerito all’Università La Sorbona. Nel corso della sua produzione poetica e letteraria ha tradotto in francese anche testi di Carlo Betocchi. Poeta, a cui si sente legato da una profonda vicinanza creativa e letteraria.

Sento grande affinità, veramente, questo modo di gestire la poesia vera, sincera, non aulica, non accademica, con molta convinzione di comunicare qualcosa anche, al lettore. (Jean-Charles Vegliante)

Durante la serata l’attore Andrea Giuntini ha letto varie poesie di Jean-Charles Vegliante e alcune traduzioni al francese che ha realizzato degli scritti di Carlo Betocchi.

Il mio amore chiunque l’ha conosciuto l’ha perduto, nella normale miseria dei nostri giorni. Onda lunga dove tutti resistono. E poi cedono. Molle stagione d’ombre annegate. Il mio amore passa. Molto vicino, molto diverso a volte ferito nel profondo, come il vostro e parla per ciascuno. (Andrea Giuntini)

La serata si è conclusa con la consegna del Premio e con la lettura della motivazione da parte del presidente della giuria, Monica Pelliccia.

Un’inquietudine fattiva, poliedrica, mobile e mobilitante, quella con cui Vegliante ha risposto alla poesia e la poesia ha fatto di lui oltre che un traduttore, uno studioso e un appassionato docente universitario un poeta. Un poeta del decoro e dell’eleganza. (Marco Marchi)

Agnese Fedeli

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