Città metropolitana

Le vie di Dante – Comuni Forlivesi

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venerdì 5 Febbraio 2021

C’è una parte dell’attuale Romagna, oggi sotto la giurisdizione della Provincia di Forlì Cesena, che fino al 1923 era governata da quella di Firenze. Fu Benito Mussolini a sancire la fine di un controllo da parte della Toscana che durava dalla fine del Quattrocento.
Quegli stessi comuni si ritrovano dopo quasi un secolo insieme alla Città Metropolitana di Firenze, che ne è capofila, a far parte de “Le vie di Dante”. Un progetto interregionale che coinvolge 35 comuni, ripercorrendo le orme del Sommo Poeta per scoprire un nuovo modo di fare turismo, tra bellezze architettoniche e naturalistiche.  Dal punto di vista geografico il più distante da Firenze dei possedimenti in Romagna era costituito dall’attuale comune di Castrocaro Terme – Terra del Sole. Terra del Sole venne fondata nel 1564 come territorio “ultimo” del Granducato e a volerne l’edificazione fu Cosimo I dei Medici, che ne scelse ubicazione e nome, per farne una Città Fortezza a difesa dei confini fiorentini.

Ben fa Bagnacaval, che non rifiglia;
e mal fa Castrocaro, e peggio Conio,
che di figliar tai conti più s’impiglia…”

Con questi versi il Sommo Poeta cita la cittadina romagnola nel suo Purgatorio. Castrocaro tra il XIII ed il XIV secolo, in quanto terra di confine, fu teatro di numerosi scontri e battaglie. Fu governata prima dai Malatesta e poi dallo Stato Pontificio, prima di finire sotto il dominio di Firenze all’inizio del 1400. Ad osservare dall’alto tutti questi avvenimenti la Fortezza di Castrocaro, che da oltre un millennio vigila silente sulla città e sulla valle sottostante.  Un territorio ricco di bellezze artistiche e naturalistiche, che con il percorso de Le Vie di Dante potrà farsi conoscere ulteriormente, facendo rete con gli altri Comuni che hanno aderito al progetto.

Percorrendo la valle del Montone verso la Toscana, a pochi chilometri da Castrocaro e Terra del Sole, si incontra il Comune di Dovadola. L’abitato di questo piccolo centro a ridosso dell’Appennino si è sviluppato attorno alla Rocca che domina il borgo. Costruita nel 1021, divenne nel XIII secolo possedimento dei Conti Guidi. E’ oggi quella meglio conservata tra le poche fortezze appartenute alla famiglia non distrutte da battaglie e conquiste. Per secoli ha permesso il controllo sul passaggio dalla Romagna alla Toscana e da qui molto probabilmente passò Dante quando si recò a Forlì Ma Dovadola non è soltanto rappresentata dalla celebre rocca. Nel borgo merita una menzione l’abbazia di Sant’Andrea, mentre a 7 km dal centro si trova l’Eremo di Montepaolo, indissolubilmente legato alla figura di Sant’Antonio che qui soggiornò più volte tra il 1222 e il 1228.

Percorrendo la Statale 67 Tosco-Romagnola in direzione di Firenze, viriamo verso nord-ovest per fare tappa nel Comune di Tredozio. Dalla valle del Montone ci siamo spostati in quella del Tramazzo, altro fiume che caratterizza in maniera importante il territorio. Come molti altri abitati della Romagna Toscana, anche Tredozio ha visto scontri e battaglie, che nel 1428 culminarono con l’annessione ai possedimenti fiorentini. Una delle caratteristiche principali del paese è la presenza di numerosi palazzi di potenti famiglie, che qui avevano dimora sia per i periodi di villeggiatura che per quelli di turbolenza politica nelle grandi città. A Tredozio storia e leggenda si fondono, a cominciare dalle origini del nome di questo borgo nel cuore dell’Appennino. A pochi chilometri da Tredozio, sul Monte Busca, si trova un luogo strettamente legato alla figura di Dante Alighieri. Dalle viscere della terra, infatti, spunta una fontana ardente, chiamata da tutti semplicemente “il vulcanino”

Sul lato sud est rispetto alla Statale 67, arriviamo nel paese che per secoli ha rappresentato il confine tra il possedimenti di Firenze e quelli dello Stato Pontificio: Santa Sofia. Prima dell’Unità d’Italia i due comuni che si fusero per dar vita all’attuale, Santa Sofia appunto e Mortano, appartenevano rispettivamente al Papato e al Granducato di Toscana. Ovviamente una terra come questa, di passaggio da Firenze e Ravenna, non poteva che aver lasciato impresse su di sé le orme di Dante.  L’antico borgo di Mortano, lo splendido Palazzo Comunale che affaccia sul Bidente, Palazzo Giorgi con il Parco della Resistenza ed un panorama straordinario per bellezza e varietà, rappresentano oggi i biglietti da visita di Santa Sofia. Una menzione particolare merita il Parco Fluviale sul Bidente, che ospita una esposizione a cielo aperto di sculture moderne tra le più importanti in Italia. Tra le tante opere d’arte ci sono quelle dei coniugi Anne e Patrick Poirier, di Hidetoshi Nagasawa e, da qualche mese, il Cono Tronco di Arnaldo Pomodoro.

L’ultimo dei Comuni che incontriamo prima del confine con la Toscana è Premilcuore. Poco più di 700 abitanti per questo meraviglioso borgo a picco sul fiume Rabbi ed una storia fatta di passaggi di poteri tra i Conti Guidi, lo stato Pontificio ed il dominio fiorentino. E sotto Firenze Premilcuore è stata dal 1375 fino al 1923. A Premilcuore si possono apprezzare i segni lasciati dalla storia in una terra crocevia di giochi di potere, resi necessari per mantenere il controllo su una zona di confine molto ambita. Il patrimonio artistico architettonico può contare sulle mura, ancor oggi ben visibili, del castello medievale, di cui rimane una delle due porte principali, la cosiddetta porta fiorentina. L’influenza toscana si trova nei dipinti che adornano l’oratorio di San Lorenzo e negli edifici del borgo. Meritano menzione il minuscolo oratorio del Mogio, a picco sul Bidente, e la Pieve di San Martino in Alpe. Ma Premilcuore, incastonato nell’alta valle del Rabbi, vanta anche bellezze naturalistiche pressoché uniche. Tra queste spicca la Grotta Urlante. Si tratta di una delle cascate più suggestive della zona. Si trova in località Giumella, sotto quello che anticamente era chiamato “Ponte a scanno”, poi denominato “Nuovo” per distinguerlo da uno più antico crollato. Fu costruito intorno al XVII secolo e costituisce il punto di attraversamento sul Rabbi della antica strada fiorentina. Questa cascata è stata menzionata dal Financial Time come uno dei cinque luoghi fluviali più belli d’Italia.
Nicola Giannattasio

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