Città metropolitana

Cinque luoghi da visitare nell’area metro – 1

Share
CONDIVIDI
venerdì 9 Ottobre 2020

Oggi vi portiamo in volo in cinque luoghi da visitare dell’area metropolitana di Firenze. Le Balze del Valdarno, il borgo di Vinci, le Ville Medicee, il Chianti e il Padule di Fucecchio

Sorvoliamo uno dei territori più caratteristici della Città Metropolitana di Firenze, andando alla scoperta delle Balze del Valdarno, formazioni rocciose da lasciare senza fiato. Sono un cosiddetto geotopo caratteristico, costituite da sabbie, argille e ghiaie stratificate, alte fino a un centinaio di metri, di forme diversificate, intercalate da profonde gole. Le Balze ono il risultato dell’erosione dei sedimenti pliocenici lacustri del Valdarno Superiore da parte degli agenti atmosferici e dei corsi d’acqua. Le loro forme più evidenti e spettacolari sono a ridosso delle pendici del Pratomagno, nei Comuni di Terranuova Bracciolini, Castelfranco di Sopra, Loro Ciuffenna, Pian di Scò e Reggello. Per ammirare formazioni più caratteristiche si può percorrere la strada provinciale SP1 Setteponti lungo il tracciato dell’antica Cassia Vetus.
Dal Valdarno ci spostiamo più a nord, sorvolando Il Padule di Fucecchio, la più estesa palude interna italiana. Ampia circa 2 000 ettari, si sviluppa tra la Città Metropolitana di Firenze e le province di Prato, Pistoia, Lucca e Pisa. Grazie alla ricchezza della flora e della fauna, con 11 mila uccelli acquatici, e le particolarità idrogeologiche e paesaggistiche, il territorio del Padule è tutelato da due aree naturali protette. Data la sua particolare morfologia, ha sempre avuto nei secoli una grandissima importanza strategica ed ha rappresentato un sistema naturale di difesa contro le invasioni e le minacce che le popolazioni dei luoghi si sono trovate ad affrontare. Durante la seconda Guerra Mondiale la zona fu teatro di uno dei più crudeli eccidi di civili ad opera dell’esercito nazista.
Da Fucecchio andiamo nel cuore dell’empolese-valdelsa, sorvolando la bellezza di Vinci. Reso celebre in tutto il mondo per aver dato i natali al Grande Leonardo, il borgo è situato sulle pendici del Montalbano, massiccio collinare ricco di vigneti e oliveti e di terrazzamenti sorretti da caratteristici muri a secco. La parte più antica di Vinci presenta una pianta a forma di mandorla, insolita in questa zona della Toscana. Vista dall’alto, fa pensare a un’imbarcazione a due alberi. Il centro storico è noto, per questo motivo, anche come “Castel della Nave”.
A Vici si possono visitare la Biblioteca Leonardiana, centro internazionale di studi, e il Museo leonardiano, ampia e prestigiosa collezione di modelli di invenzioni realizzata all’interno della Palazzina Uzielli e del Castello dei Conti Guidi, fortificazione medievale risalente all’XI secolo. Visitato ogni anno da 130 mila persone, il Museo è uno dei musei più importanti e frequentati della Toscana. A Vinci ha inoltre sede il Museo ideale Leonardo da Vinci, dedicato all’approfondimento dell’attualità della figura di Leonardo.
Dislocate in tutta l’area centro occidentale della Toscana, le ville medicee sono dei complessi architettonici rurali venuti in possesso in vari modi alla famiglia dei Medici fra il XV ed il XVII secolo.
Oltre che luoghi di riposo rappresentavano la “reggia” estiva sui territori amministrati e il centro delle attività economiche agricole dell’area in cui si trovavano. Nel 2013 quattordici di queste ville sono state inserite nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’Unesco. Nel complesso sono ventinove, di cui diciotto si trovano all’interno della Città Metropolitana di Firenze. Oltre a queste va considerata come residenza estiva anche Palazzo Pitti nel cuore di Firenze, con l’annesso Giardino di Boboli. Le restanti undici fanno parte delle province di Prato, Pisa, Pistoia, Livorno e Lucca.
Chiudiamo questo piccolo tour con i bellissimi paesaggi del Chianti, con le sue campagne e i suoi castelli. Una delle perle della Città Metropolitana di Firenze che tutto il mondo ci invidia. Non servono parole per descrivere questa meraviglia del nostro territorio. A parlare, da sole, sono le immagini.
Nicola Giannattasio

Tags: