Città metropolitana, comuni, firenze

Coronavirus, preghiera interreligiosa a Firenze

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venerdì 3 aprile 2020

Uomini e donne, cittadini fiorentini di differenti religioni, si sono ritrovati virtualmente per iniziativa del Sindaco di Firenze Metro città Dario Nardella sull’arengario di Piazza Signoria, a Firenze, città di La Pira, in un momento così difficile del nostro mondo, così carico di tensione e minacce

A rappresentare le comunità religiose l’arcivescovo Giuseppe Betori, il rabbino Gad Fernando Piperno e l’imam Izzedin Elzir. Insieme hanno ricordato in diretta su innumerevoli canali il bisogno di unità e umiltà delle donne e gli uomini del nostro tempo, sopravissuti tutti di una guerra lunga e dolorosa, in un’epoca nella quale tutto sembrava sicuro e pieno di certezze. In piazza il concetto evocato più volte è lo stesso: il domani sarà una ripartenza per tutti, nessuno escluso, una ripartenza in cui ogni aspetto della vita, delle relazioni, dell’economia e della politica apparirà a noi con sembianze sconosciute e dovremo farci trovare pronti. I tre uomini di fede si sono raccolti nella preghiera secondo le diverse tradizioni religiose, convinti del valore dell’invocazione a Dio nel pensiero per i più deboli, per i malati e per coloro che in prima linea affrontano il peggior male del nostro tempo, il dramma di una pandemia terribile e inaspettata. Hanno mostrato come la preghiera non divide, ma unisce definitivamente: gli uni accanto agli altri insieme al Sindaco Nardella e all’Assessore ai rapporti con le confessioni religiose Alessandro Martini, rivolgendo l’attenzione alle tante situazioni di bisogno e dolore, di solitudine e tristezza. Al termine delle preghiere la cerimonia simbolica di accensione di un braciere purificatorio e di speranza proprio sull’Arengario.

Cesare Martignon

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