Città metropolitana

Dodici centrali idroelettriche per l’Arno

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giovedì 18 Marzo 2021

Il progetto prevede anche la riqualificazione di tredici pescaie comprese tra Incisa e Lastra a Signa

È stato presentato il 16 marzo in Palazzo Sacrati Strozzi a Firenze il progetto per 12 centrali idroelettriche nel tratto fiorentino dell’Arno con la conseguente riqualificazione di 13 pescaie comprese tra numerose località della Città Metropolitana di Firenze, situate tra Incisa e Lastra a Signa. La Regione Toscana prevede così di sistemare queste pescaie realizzando al contempo 12 minicentrali idroelettriche. Il progetto interessa 55 chilometri di fiume per un investimento totale di 80 milioni di euro, di cui circa 16 per ristrutturare le pescaie e riqualificare le sponde. Avviato nel 2007 dalla Provincia di Firenze e fermato da un ricorso, il progetto dovrebbe adesso concretizzarsi con il modello economico del project financing. I lavori urgenti alla pescaia dell’Isolotto a Firenze, dopo il crollo avvenuto a inizio febbraio, hanno decretato l’avvio in tempi rapidi del progetto: entro aprile 2021 partiranno tutti gli altri interventi, con una durata prevista di complessivi 24 mesi.
La concessione delle centrali avrà durata 30 anni, estendibili di ulteriori 10 e le opere rientreranno completamente nella proprietà della Regione che potrà provvedere a un nuovo affidamento. La produzione di energia elettrica stimata derivante si aggira sui 55 Gwh l’anno, pari a quella necessaria per far fronte al fabbisogno di circa 20.000 famiglie ed equivalente ad un risparmio di circa 25 mila tonnellate annue di Co2. Degli 80 milioni di euro stanziati, 13,1 serviranno per la ristrutturazione delle pescaie e altri 2,5 milioni per numerosi ripristini, miglioramenti ambientali e paesaggistici lungo le sponde dell’Arno. Le centrali manterranno anche le funzioni primarie delle pescaie come il controllo delle acque e la loro ossigenazione per la fauna fluviale permettendo la risalita del fiume dei pesci e la tutela della portata liquida e solida del fiume, prevenendo i rischi idrogeologici che potrebbero destabilizzare l’alveo. Opere poco invasive che valorizzano il territorio e migliorano l’ecodiversità con innegabili vantaggi sul fronte del green deal o patto verde europeo, insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

Cesare Martignon

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