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Galileo Galilei in mostra all’ex dormitorio di Santa Maria Novella

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martedì 16 Gennaio 2024

Fino al 17 marzo un’esposizione che illustra le scoperte dello scienziato toscano

In occasione dei 400 anni dalla pubblicazione del Saggiatore di Galileo Galilei, il libro che ha posto i fondamenti del moderno concetto di scienza, basato sull’osservazione e sulla sperimentazione, arriva a Firenze la mostra “Splendori celesti”. Fino al 17 marzo, nell’ex dormitorio di Santa Maria Novella, ci sarà la possibilità di guardare l’universo in maniera diversa, grazie a installazioni interattive e proiezioni immersive.
Ideata dal Museo Galileo, in collaborazione con EGO-European Gravitational Observatory e prodotta con Opera Laboratori, l’esposizione è curata da Filippo Camerota, con il patrocinio del Comune di Firenze e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell’elezione di Papa Urbano VIII e con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Unicoop Firenze.
La mostra adotta un approccio innovativo per raccontare la rivoluzione galileiana, in modo da coinvolgere i visitatori di tutte le età. Il percorso espositivo si snoda nella grande sala dell’ex dormitorio di Santa Maria Novella e si articola in sei sezioni. Le prime quattro, “Novità celesti”, “Le comete”, “Il Saggiatore: un “discorso sul metodo” e “I sistemi del mondo”, sono dedicate a Galileo, ai suoi studi e alle sue scoperte. Le ultime due sezioni, “Oltre il visibile: l’esplorazione dello spazio profondo” e “Il cielo come opera d’arte: la dimensione estetica dell’osservazione astronomica” ci proiettano nella contemporaneità, una illustrando l’attività dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo, con sede a Cascina, nei pressi di Pisa, l’altra presentando l’opera di tre artisti che hanno fatto del cielo un’opera d’arte, con la realizzazione di altrettanti osservatori. Star Axis di Charles Ross, in New Mexico, negli Stati Uniti; La Città di Orione di Hannsjörg Voth, in Marocco; Teatro Andromeda di Lorenzo Reina, in Sicilia.
La mostra sarà accompagnata da un ciclo di conferenze divulgative, il cui programma completo è pubblicato sul sito web del Museo Galileo.
Nicola Giannattasio

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