Città metropolitana

Il punto sul lavoro femminile nel territorio della Metrocittà Firenze

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mercoledì 10 Marzo 2021

L’8 marzo organizzata una videoconferenza con le associazioni a difesa dei diritti della donna.

La Città Metropolitana di Firenze ha colto l’occasione dell’8marzo per organizzare una videoconferenza con quelle associazioni del territorio che da anni si battono per la difesa dei diritti delle donne. L’obbiettivo era quello di fare il punto sul lavoro femminile nell’area metropolitana. Un tema su cui spesso si è dibattuto, ma che resta di primaria importanza. Ecco perché si è trattato di un appuntamento significativo, fortemente voluto dalla consigliera alle pari opportunità Angela Bagni.

Numeri preoccupanti, soprattutto se messi a paragone con i dati provenienti dal resto d’Europa, dove l’occupazione femminile raggiunge una media sopra il 60%, contro il 50% italiano. Un fenomeno acuito dalla pandemia dell’ultimo anno. Da questo punto di vista diventa quindi fondamentale l’apporto delle associazioni che operano sul territorio, che riescono a porre l’attenzione su queste problematiche.
Tra gli aspetti emersi c’è infatti quello di non dare per scontati quei diritti per cui le donne si sono battute soprattutto nel corso del secolo scorso. Diritti che vengono spesso messi in discussione dalla realtà dei fatti.

Il dibattito ha rappresentato anche l’occasione per la prima uscita pubblica della nuova Consigliera di Parità Effettiva della Città Metropolitana di Firenze, la professoressa Annamaria Di Fabio. Docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni nell’Università degli Studi di Firenze, avrà come missione proprio quella di favorire l’occupazione femminile, realizzare l’uguaglianza tra uomo e donna nel lavoro, controllare l’attivazione dei principi di pari opportunità e di non discriminazione sul lavoro. A lei potranno rivolgersi tutte le donne che ritengono di aver subito vessazioni. Avrà la possibilità di adire in via di urgenza il Giudice del Lavoro o il Tribunale Amministrativo Regionale per far cessare il comportamento pregiudizievole del datore di lavoro che abbia causato la discriminazione. Ma a lei ci si potrà rivolgere anche per accedere ai finanziamenti previsti dalla legge per le azioni positive e per presentare progetti di riorganizzazione aziendale.
Nicola Giannattasio

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