Città metropolitana, comuni

La Metrocittà tra Pari Opportunità e lotta alla discriminazione negli enti pubblici

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venerdì 30 Luglio 2021

Prosegue il percorso della Città metropolitana tra la nomina della nuova Consigliera di Parità e la firma del sesto accordo con la Regione Toscana per rafforzare la collaborazione tra istituzioni aderenti alla rete RE.A.Dy.

Parità di genere, di opportunità e lotta alla discriminazione in ogni sua forma, anche e soprattutto sul posto di lavoro. Sono temi caldi nell’odierna società civile, che ovviamente coinvolgono anche gli enti e le pubbliche amministrazioni, le quali dal 2002 sono tenute a predisporre ogni tre anni il cosiddetto Piano delle Azioni Positive, che mira di fatto alla rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra donne e uomini, ma non solo. Un percorso e una riflessione che ben presto ha fatto emergere la necessità per le amministrazioni di uno spazio di condivisione e interscambio di buone prassi, finalizzate alla prevenzione, contrasto e superamento delle discriminazioni.
Nel 2006 nasce il progetto Re.A.Dy (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) rivolto a Regioni, Province Autonome ed Enti Locali e incentrata sulla tutela dei Diritti Umani delle persone LGBT . La Rete ben presto però ha messo in relazione la lotta alla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere con altri fattori di discriminazione – sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età. Di quel primo incontro, che sancì la sottoscrizione della Carta d’Intenti della Rete, faceva parte anche la Regione Toscana, che nel 2012 firmerà il primo accordo con l’allora Provincia di Firenze, ratificandone l’ingresso all’interno del progetto Re.A.Dy, percorso poi proseguito come Città Metropolitana. Nei mesi scorsi, infatti, Regione e Pubbliche amministrazioni aderenti alla Rete hanno stipulato il sesto accordo per rafforzare la collaborazione tra gli enti. L’accordo è stato approvato all’unanimità dalla Metrocittà su proposta della consigliera metropolitana delegata alle Pari Opportunità, Angela Bagni.
Alla Rete, inoltre, aderisce dal 2017 anche la Consigliera di Parità della Città Metropolitana, carica affidata lo scorso febbraio per i prossimi quattro anni alla prof.ssa di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni dell’Università di Firenze, Annamaria Di Fabio. Il compito della Consigliera consiste nel favorire l’occupazione femminile, realizzare l’uguaglianza tra uomo e donna e controllare l’attivazione dei principi di pari opportunità e di non discriminazione sul lavoro, fornendo inoltre consulenza per l’accesso ai finanziamenti previsti dalla legge per le azioni positive e per presentare progetti di riorganizzazione aziendale. Vi si rivolgono però anche tutte le donne che ritengono di aver subito discriminazioni nell’accesso al lavoro, nella retribuzione e in altri ambiti professionali e quelle i cui diritti sono stati contrastati in caso di maternità o che sono state licenziate in quanto donne. La consigliera ha quindi la possibilità di adire in via di urgenza il Giudice del Lavoro o il Tribunale Amministrativo Regionale per far cessare il comportamento pregiudizievole del datore.
Un percorso lungo e condiviso insomma quello portato avanti dalla MetroCittà, con molti traguardi raggiunti in questi anni, anche grazie all’adesione alla Rete Re.A.Dy, come spiega la consigliera Angela Bagni.

Certamente uno dei capisaldi dell’attività svolta dai soggetti coinvolti nel progetto è la sensibilizzazione, la quale non può che partire dalle nuove generazioni e quindi dalle scuole. E nel recente passato non sono mancate da parte della MetroCittà iniziative rivolte proprio ai giovani per contrastare le varie forme di discriminazione.

All’alba del nuovo accordo viene naturale guardare avanti e capire quali siano gli obbiettivi da centrare nel prossimo futuro. Da questo punto di vista un occhio di riguardo è dedicato al mondo del lavoro.

Attualmente sono 16 i comuni della Città Metropolitana di Firenze ad aver aderito al progetto Re.A.Dy, e cioè Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Capraia e Limite, Empoli, Certaldo, Firenze, Fucecchio, Impruneta, Lastra a Signa, Montespertoli, Pontassieve, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa e Vaglia. Tra i comuni che ancora non fanno parte della Rete, sono però in molti ad aver mostrato interesse all’adesione e la speranza è quella di riuscire a coinvolgerli tutti in tempi brevi.

Ultimamente infine, particolare attenzione è rivolta dai vari aderenti locali a quanto sta avvenendo a livello nazionale in relazione al DDL Zan, il quale tratta di fatto gli stessi argomenti su cui si fonda il principio di lotta alla discriminazione della Rete e la cui approvazione o meno potrebbe avere un’influenza sul futuro, sulla missione e quindi sul lavoro dei soggetti aderenti al progetto ReA.Dy. Quale potrebbe essere il peso di questa influenza, ce lo spiega la consigliera Angela Bagni.

Andrea Biagioni

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