Città metropolitana, San Godenzo

Le Vie di Dante – Le valli del Montone e del Bidente

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domenica 24 Gennaio 2021

Il percorso che ci porta a seguire le orme di Dante Alighieri è fatto di città e borghi, sentieri e montagne, ma anche di fiumi che segnano il territorio che attraversano.
A 700 anni dalla morte, il progetto interregionale de “Le Vie di Dante”, che vede coinvolti 35 comuni tra Toscana e Romagna con capofila la Città metropolitana di Firenze, oltre a celebrare la figura del Sommo Poeta vuole far conoscere le bellezze naturalistiche di questi territori, all’insegna dei ritmi slow tra cultura e natura, con molteplici eventi lungo l’arco del 2021.

Tra i principali corsi d’acqua che si incontrano lungo le vie di Dante, ci sono due fiumi che sono strettamente collegati, il Montone ed il Bidente-Ronco. Entrambi nascono sull’appennino tosco-romagnolo e confluiscono l’uno nell’altro all’altezza di Ravenna.
Il Montone nasce nel comune di San Godenzo, nel territorio della Città Metropolitana di Firenze, nei pressi dell’Alpe di San Benedetto. e scorre verso la Romagna Toscana, nella Provincia di Forlì-Cesena. Dante descrive il fiume nel celebre XVI canto dell’Inferno, dove racconta della cascata dell’Acquacheta, il torrente che unendosi al Troncalosso forma appunto il Montone.

“Come quel fiume c’ha proprio cammino
prima dal Monte Viso ’nver’ levante,
da la sinistra costa d’Apennino,

che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,

rimbomba là sovra San Benedetto
de l’Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;”

(Canto XVI, Inferno, 94-102)

Il corso d’acqua bagna il comune di Portico-San Benedetto, passando al di sotto del suggestivo Ponte della Maestà. Da Portico prosegue il suo viaggio verso il mare toccando il comune di Dovadola, dove è sovrastato dalla meravigliosa Rocca dei Conti Guidi. Una fortezza imponente, costruita per controllare il passaggio dalla Toscana alla Romagna e che da anni sta aspettando di vedere completati i lavori di restauro che la riporterebbero all’antico splendore. Da Dovadola si arriva in pianura, verso l’ultimo degli antichi possedimenti fiorentini in Romagna. Il Montone scorre sotto gli occhi attenti dell’altra grande Rocca del territorio, quella di Catrocaro e costeggia la città-fortezza di Terra del Sole, voluta dal Granduca di Toscana Cosimo I de Medici. Il fiume segna il confine tra le province di Forlì e Ravenna, arrivando ad unirsi al Bidente-Ronco e formando i Fiumi Uniti che sfociano nell’Adriatico.
Il Bidente rappresenta la maggior fonte di approvvigionamento idrico per la Romagna e la sua costa. A Ridracoli si trova un bacino artificiale che serve 48 comuni del territorio.
Il fiume nasce sull’appennino per poi dirigersi a valle dove incontra il borgo di Santa Sofia. Nell’abitato che rappresentava la terra di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, il Bidente è il grande protagonista. Sulle sue sponde trovano oggi spazio numerosissime attività e trova collazione il Parco fluviale con le sculture moderne di vari artisti tra cui Arnaldo Pomodoro e i coniugi Poirer. Il corso d’acqua scivola poi verso Forlì, dove presso l’omonimo quartiere assume il nome di Ronco per poi dirigersi verso Ravenna e confluire nel Montone.
Nicola Giannattasio

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