Città metropolitana, comuni, Signa

Piccoli musei: dai cappelli al cinema, l’arte della paglia di Signa

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martedì 3 Novembre 2020

A Signa, il museo della paglia e dell’intreccio conserva la memoria di una delle arti artigiane più importanti. Nelle sale, tra i tanti cappelli, anche quello di Pretty Woman

La tradizionale produzione del cappello di paglia, in un museo. A Signa, il museo della paglia e dell’intreccio è lo spazio espositivo che conserva e promuove la memoria di quella che è stata una delle arti artigiani che più di tutte ha caratterizzato la storia, anche economica, della Toscana.
Il museo è dedicato a Domenico Michelacci, fondatore dell’industria della paglia e del cappello a Signa, e ospita oggetti tradizionali come il classico canotto e quelli più alla moda come il Panama, racconta la lavorazione della paglia e ospita mostre dedicate ai cappelli femminili e di artisti come Renzo Parretti, che al museo ha donato diverse sue creazioni

Ma la paglia di Signa è da sempre protagonista anche al cinema, visto che Gerard Depardieu nel suo Cirano, indossava cappelli fatti a mano di produzione signese e che perfino Julia Roberts, nell’indimenticabile Pretty Woman, ha girato alcune delle scene più famose del film con un cappello di paglia nero, intrecciato da maestri artigiani di Signa e chr oggi viene gelosamente custodito all’interno delle sale del museo.
Il museo della paglia e dell’intreccio è aperto tutti i giorni tranne la domenica ed effettua visite guidate preferibilmente su prenotazione. Presto poi si trasferirà ad un passo da piazza della Repubblica, in pieno centro storico di Signa, in uno spazio più grande che ospiterà anche molti ritrovamenti etruschi della zona. L’idea del comune infatti, nonostante la crisi dovuta alla pandemia, è fare di questo museo, il fiore all’occhiello del paese.

Leonardo Bardazzi

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