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Piccoli musei, la Mostra permanente della produzione vetraria di Gambassi Terme

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mercoledì 9 Dicembre 2020

Circa 3.000 i reperti archeologici esposti all’interno della mostra permanente a documentare la produzione vetraria in Valdelsa nel periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo.

Siamo a Gambassi Terme, al centro di un territorio noto sin dall’antichità per la presenza delle sue rigeneranti acque saline e tappa fondamentale della storica Via Francigena. Gambassi, comune della Città Metropiltana di Firenze, è un luogo storicamente vocato al benessere e all’accoglienza. Nel suo museo dedicato all’arte vetraria sono presenti circa 3.000 i reperti archeologici esposti all’interno della mostra permanente a documentare la produzione vetraria in Valdelsa nel periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo, attività manifatturiera che a lungo caratterizzò questo territorio. Se la presenza di materie prime e la posizione centrale rispetto alle vie Francigena e Volterrana, vere e proprie arterie della circolazione medievale, contribuirono allo sviluppo della produzione e al diffondersi della tecnologia del vetro, a partire dal XIV secolo furono proprio i ‘bicchierai’ di Gambassi a spostarsi in tutta Italia per esportare il sapere necessario alla produzione dei bicchieri detti ‘gambassini’. La prima sezione della mostra documenta la produzione del vetro in Italia dalla protostoria al XVI secolo attraverso l’esposizione di alcuni reperti vetrari provenienti dal territorio; nella seconda trovano spazio gli strumenti di lavoro e gli scarti di lavorazione che raccontano invece la storia della tecnologia del vetro pre-industriale. A chiudere il percorso sono gli oggetti di uso comune, come bicchieri, bottiglie e fiaschi, che testimoniano uno spaccato della vita quotidiana dei bicchierai di Gambassi nel Medioevo.

La mostra punta a divulgare i risultati delle ricerche sul vetro preindustriale nel territorio e che comprende itinerari nei luoghi della produzione vetraria: il parco archeologico di Germagnana con la ricostruzione dell’officina vetraria trecentesca, il Centro per la Documentazione della Tecnologia e la produzione del vetro preindustriale. I reperti esposti provengono dalle ricerche archeologiche intraprese negli ultimi venti anni. Sono accompagnati da pannelli didattici che sintetizzano le ultime ricerche storiche sulla produzione vetraria in Valdelsa.

L’arte del vetro in Toscana si sviluppò principalmente tra Gambassi e Montaione a partire dal 1200. Si diffuse poi in tutta la Valdelsa alcuni secoli più tardi rendendo l’industria vetraria della zona nota in tutto il mondo. Nei secoli poi Gambassi divenne una delle località della Toscana con più abbondanza di legname e ciò permise la nascita di diverse fornaci.

Come attestano alcuni ritrovamenti, le prime fornaci “da bicchieri” si trovavano fuori dai centri abitati e fu solo dal XV secolo che queste funzionarono dentro ai centri abitati. Il mestiere dei bicchierai divenne molto redditizio, ed influì molto sullo sviluppo socio-economico di Gambassi e Montaione. Si ricorda infatti Domenico da Gambassi ,noto come “becuccio il bicchieraio”, un benestante artigiano del vetro che commissionò un dipinto al famoso artista Andrea del Sarto, e che venne chiamato dall’Opera del Duomo per realizzare i vetri artistici e colorati del Duomo di Firenze gloria della Toscana ma anche del mondo. Gli scavi archeologici effettuati nel territorio di Gambassi, hanno rivelato importanti aspetti della produzione vetraria del periodo medievale e rinascimentale in Toscana. In particolare si sono potute capire le tecniche di fabbricazione del vetro, le composizioni, gli attrezzi, nonché la tipologia di oggetti prodotti. La visita a Gambassi Terme è arricchita inoltre dalla presenza dalla pieve di Santa Maria Assunta, uno dei più importanti esempi di architettura tardo romanica in Toscana.

Il museo apre le sue porte al costo simbolico di un euro dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13. Altre informazioni all’indirizzo www.comune.gambassi-terme.fi.it/.

Cesare Martignon

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