Città metropolitana

Premio “Cittadino metropolitano per lo sport” 2019

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sabato 4 gennaio 2020

La Città Metropolitana di Firenze ha conferito, nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, il premio “Cittadino Metropolitano per lo Sport” agli atleti Ilaria Di Giulio, Jordan Ariani, Lorenzo Bacci, Andrea Galardini, Carlo Sestini, Jacopo Cipriani, Federico Dini, Leonardo Fabbri, Larissa Iapichino, Andrea Cosi, Filippo Megli, Mario Nicotra, Paola Biagioli, Leonardo Deplano, Lorenzo Zazzeri, Linda Caponi, Simone Ciulli, Alessio Cornamusini, Daniele Cassiani.
Il premio è stato istituito per celebrare le personalità che più si sono distinte nella disciplina sportiva, nella narrazione dello sport, in quello che è il percorso di vita che ognuno di loro ha tra sport, contesto sociale e nella promozione della pratica sportiva, contribuendo così a rafforzare i valori di riferimento per le nuove generazioni e che contraddistinguono il nostro territorio, che vive e sostiene lo sport in tutte le sue categorie, siano esse di tipo agonistico o ludico. La premiazione è stata un’occasione speciale per conoscere da vicino gli sportivi di spicco del territorio metropolitano fiorentino che hanno ricevuto dalla Città Metropolitana un riconoscimento al loro sforzo quotidiano, una condecorazione che conferma la considerazione che l’attività agonistica si merita, fatta di sacrifici e costanza. Importanti anche le parole del consigliere delegato allo Sport Nicola Armentano, accolte da un applauso spontaneo, che ha citato nel suo intervento conclusivo alcuni casi di sportivi figli di stranieri nati in italia, che parlano e pensano in italiano, che hanno assimilato la cultura italiana e che per di più sono eccellenti nelle loro rispettive discipline, ma che non possono ricevere il premio per via di leggi italiane che impongono che essi rimangano stranieri nella  terra che li ha visti nascere, crescere e progredire.
E’ stato il consigliere Armentano a consegnare i riconoscimenti insieme agli ospiti d’onore Svetlana Koritova, Alessia Mancini e Niccolò Beni.
Cesare Martignon

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