Città metropolitana, comuni

Turismo, 613 mila presenze in più sulla Via Francigena negli ultimi dieci anni

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mercoledì 1 Settembre 2021

Impatto positivo sui flussi turistici dopo gli interventi di ristrutturazione, valorizzazione e promozione condotti da Regione e Comuni interessati sullo storico itinerario di pellegrinaggio.

613mila presenze turistiche in più sulla Via Francigena nel decennio che va dal 2009 al 2019. È questo il dato principale che emerge dalla ricerca effettuata dall’Irpet, l’Istituto Regionale per la Programmazione Economica Toscana, riguardante l’impatto sui flussi turistici degli interventi di ristrutturazione, valorizzazione e promozione condotti dalla Regione (in collaborazione con i Comuni interessati) sullo storico itinerario medievale di pellegrinaggio, che taglia letteralmente in due la Toscana con un percorso di 380 km. L’analisi, curata per l’Irpet dal ricercatore Enrico Conti e presentata a Palazzo Strozzi Sacrati alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani, aggiorna lo studio precedente realizzato nel 2014 sul primo quadriennio (2009-2012), evidenziando come il suddetto impatto di ristrutturazione abbia avuto un effetto decisamente positivo.

Nel dettaglio, sono stati due i metodi di analisi utilizzati per la rilevazione dei dati. Nel primo, si è tenuto conto della differenza determinata dal potenziale attrattivo di fondo preesistente al progetto di valorizzazione e potenziamento della Francigena, che caratterizza 27 comuni attraversati dal camminamento rispetto ai 38 che confinano solamente e quindi non ‘beneficiano’ del passaggio del percorso: l’effetto per i 27 comuni di circa 440mila presenze in più nel decennio rispetto ai comuni confinanti. Se a questi 27 comuni, i quali non hanno alta vocazione turistica, si aggiungono i 10 con un prodotto turistico sviluppato per diversi motivi, ovvero Carrara, Massa, Montignoso, Camaiore, Massarosa, Pietrasanta, Montaione, San Gimignano, Siena e Lucca, l’effetto complessivo per i comuni attraversati dalla via sale a 613mila presenze in più nel decennio. Numeri importanti considerata la natura di gran parte dei comuni coinvolti.

Interessante anche il secondo aspetto dell’analisi condotta da Conti, ovvero l’effettivo impatto che la Francigena ha sulle strutture ricettive: un aspetto che consente di delimitare territorialmente e in maniera più dettagliata quanto il ripristino della via abbia influito sui numeri delle strutture vicine al percorso, confrontandole con quelle più lontane. Le strutture infatti sono state suddivise in sei fasce di distanza dalla Francigena: entro 1 km, tra 1 e 5 km, tra 5 e 10 km, tra 10 e 20 km, tra 20 e 40 km, oltre 40 km. Ciò che emerge è che arrivi, presenze e numero di strutture aumentano via via che ci si avvicina alla Francigena: entro i 10 km infatti la variazione percentuale è rispettivamente del 62%, 35% e 40%, mentre tra 10 e 20 km scende a 30%, 12% e 30%. Un dato che ha un significato ben preciso per Massimo tedeschi presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene: associazione che raccoglie 200 collettività territoriali tra comuni, province e regioni dei quattro paesi attraversati dalla Francigena (oltre all’Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra).
Secondo lo stesso Tedeschi però il merito di questi dati è la vocazione della Via Francigena, che va oltre l’aspetto puramente turistico.
Concetti ribaditi anche dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, il quale vede nei risultati della ricerca condotta da Irpet la conferma della via da seguire in futuro, ovvero nella direzione di un turismo toscano diffuso.

Andrea Biagioni

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