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Turismo: il danno al settore causato dell’emergenza sanitaria Coronavirus ammonta finora a circa un miliardo di euro

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mercoledì 6 maggio 2020

Su 35 miliardi di Pil dell’area metropolitana il turismo ne occupa il 15% ma è la parte che dà il valore aggiunto alla città. Relativamente alla tassa di soggiorno, il Comune di Firenze aveva preventivato per il 2020 un totale di 48 milioni di euro, azzerati di fatto dalla pandemia.


Temi sui quali il Sindaco metropolitano Dario Nardella è intervenuto nel corso di una manifestazione organizzata da Confcommercio Toscana che ha visto la partecipazione di numerosi commercianti, ristoratori, esercenti e cittadini per denunciare disagi e timori sulla ripresa.
In questi due mesi di lockdown gli imprenditori rappresentati da Confcommercio hanno dimostrato serietà e grande senso di responsabilità, rispettando le regole per il contenimento del contagio da COVID-19. Per questo motivo sono a proporsi come parte attiva nel processo di riapertura e ripresa delle attività dando il loro contributo nella gestione dell’emergenza sanitaria nella cosidetta fase-2, improntati alla massima sicurezza e alla tutela della salute propria, dei propri collaboratori e dei clienti. Il 18 maggio appare come una data troppo lontana e la richiesta è di organizzarsi in armonia con il governo della città e delle sue istituzioni oggi stesso per dare ossigeno a una comunità che ne ha urgente bisogno.
Diventa urgente comunicare che Firenze e la Toscana in generale sono destinazioni sicure e che la città si sta avviando definitivamente verso una curva di contagio zero.

I problemi presentati al sindaco sono tanti. L’impossibilità di mantenere in piedi le attività continuando, dopo due mesi e mezzo di fermo e quindi senza introiti, a pagare affitti in proporzione esorbitanti; il ritardo delle banche a dare i contributi governativi di aiuto; la difficoltà a pagare le tasse locali; le Cig, straordinarie o in deroga, che qualcuno ha già anticipato di tasca propria per non lasciare alla fame i dipendenti e non ultima la chiarezza delle disposizioni come il problema delle misure di sicurezza. Il Comune promette che ristoranti e bar avranno spazio su suolo pubblico in più dal 1 giugno e gratuitamente, per aiutarli mettendo i clienti all’aperto. Un aiuto che consiste da un lato nella minore macchinosità tecnica e burocratica, dall’altro nella maggiore sicurezza. Un altro punto, proprio parlando di spazi all’aperto, riguarda gli spazi estivi. Invocato a gran voce dai ristoratori ed altri esercizi, un provvedimento per far svolgere negli spazi estivi solo attività culturali e non anche di ristorazione per quella che nel capolugo toscano si preannuncia un’estate con protagonisti i cittadini, considerate le difficoltà legate alla ripartenza del turismo, elemento chiave fino a ieri dell’economia fiorentina.

Cesare Martignon

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