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Greve in Chianti, la vendemmia ed il patrimonio dell’Unesco

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venerdì 17 Settembre 2021

L’Expo 2021 è stata l’occasione per far conoscere il vino Chianti Classico e rilanciare la candidatura del paesaggio culturale del Chianti Classico stesso, a patrimonio mondiale dell’Unesco. In attesa della vendemmia

L’Expo 2021 come occasione per far conoscere il vino Chianti Classico e rilanciare la candidatura del paesaggio culturale del Chianti Classico stesso, a patrimonio mondiale dell’Unesco. Greve in Chianti, centro chiantigiano della Città metropolitana di Firenze, pur con tutte le limitazioni da Covid, non ha voluto rinunciare al suo ormai tradizionale week end di metà settembre, che nella storica e fotografatissima piazza Matteotti, porta migliaia di turisti e curiosi a sorseggiare buon vino proveniente dalle decine e decine di aziende agricole, che popolano e rendono famoso in tutto il mondo questo territorio. Dedicata a Dante, l’edizione Expo di quest’anno oltretutto è coincisa con l’impegno di Regione, Consorzio Chianti Classico e Comuni interessati a mettere in atto tutte le iniziative necessarie a realizzare il processo di candidatura di questo pittoresco paesaggio, a patrimonio dell’Unesco. In attesa dell’Unesco, Greve in Chianti può comunque sorridere. I numeri pre-pandemia, che parlavano di mezzo milione di turisti l’anno in questo territorio, sono ancora lontani, ma l’estate appena trascorsa ha in ogni caso fatto segnare il tutto esaurito, in hotel, agriturismi e molti ristoranti. Per chiudere in bellezza adesso, non resta che assaggiare il vino nuovo. La vendemmia quest’anno è in ritardo per colpa della siccità estiva e delle gelate primaverili e molte fattorie, come le Terre di Melazzano, sono costrette ad attendere la pioggia prima di tagliare i grappoli. Qualcun altro invece è già nei filari, ansioso di mettere in commercio un’annata che si prevede meno abbondante, ma di grande qualità.
Leonardo Bardazzi

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