Città metropolitana, comuni, Pontassieve, Reggello, Rignano sull'Arno

Le vie di Dante – La Valdisieve e il Valdarno

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martedì 2 Febbraio 2021

“Le Vie di Dante” ripercorrono le orme di Dante Alighieri, non solo nel suo peregrinare da esule tra Toscana e Romagna, ma anche in quei luoghi che lo videro crescere e formarsi come uomo. In occasione delle celebrazioni dei 700 anni della morte del Sommo Poeta questo progetto interregionale che vede coinvolti 35 comuni con capofila la Città metropolitana di Firenze ci porta non lontano dal capoluogo, alle pendici dell’appennino, vicino alla confluenza di due fiumi che hanno segnato la storia del territorio: la Sieve e l’Arno.


Pontassieve vede i suoi albori nel medioevo, quando la Repubblica Fiorentina ebbe l’esigenza di controllare la strada che collegava la Romagna al Casentino, alla confluenza tra la Sieve e l’Arno. Un Comune oggi ricco di bellezze naturalistiche, di boschi, sentieri e angoli nascosti che il progetto de “Le vie di Dante” vuole far conoscere anche ai meno attenti.
Ma la storia permea la zona di Pontassieve, ricca di bellezze architettoniche che si mescolano a quelle paesaggistiche, creando un mix che spesso lascia stupiti i turisti che per la prima volta arrivano in quella che da sempre è una terra di passaggio per i viaggiatori.
Percorrendo controcorrente il corso dell’Arno si arriva a Rignano, che come Pontassieve si sviluppa in epoca medievale per poi crescere intorno alla costruzione di un altro ponte mediceo sul fiume. Non a caso il nome originale è proprio quello di Ponte a Rignano.
Come tutti i comuni di questo territorio anche Rignano mescola bellezze naturalistiche ad attrazioni storico culturali.
Abbandonando le sponde dell’Arno ci si addentra nel territorio comunale di Reggello, il cui abitato nasce come luogo di mercato tra la via del Casentino e la via Cassia, ma che soltanto nel 1773 diventa ufficialmente comunità grazie ad un decreto del Granduca Leopoldo II.
(mi pare di capire dall’audio che stia leggendo, quindi copriamola il più possibile con le immagini, anche dei monumenti che hai filmato)
Reggello può quindi vantare uno dei luoghi naturalistici più affascinanti non solo della Città Metropolitana di Firenze, ma di tutta la Toscana: la riserva naturale biogenetica di Vallombrosa.
La foresta occupa una superficie di quasi 1300 ettari, qui convivono più di 3000 esemplari di oltre 1000 entità botaniche appartenenti a 85 generi. La sua storia si intreccia con quella dei monaci benedettini vallombrosiani, la cui congregazione fu fondata nel 1036 da San Giovanni Gualberto. Ventidue anni dopo, nel 1058, vide la luce un piccolo monastero nel corso dei secoli trasformato in una delle abbazie più imponenti dell’area fiorentina.
Nel 1869 l’Abbazia divenne sede del Regio Istituto Forestale, la prima scuola forestale italiana. Nella riserva si trovano gli Arboreti Sperimentali, una collezione di specie autoctone e esotiche costituita da migliaia di esemplari provenienti dai 5 continenti. Oggi sono gestiti dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Vallombrosa e vengono effettuate attività didattiche e visite guidate.
Nel 1921 lo scultore Hendrik Christian Andersen realizzò una medaglia in cemento armato, dedicata a Dante e Beatrice, collocata nel chiostro della chiesa dell’Abbazia. A memoria di come il Sommo Poeta possa aver trovato rifugio in questi boschi ai confini con il Casentini nei primi anni del suo esilio.

Nicola Giannattasio

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